Storia del Museo

 

Il Museo delle Tecnologie, della Cultura e della Civiltà Contadina, sorto nel centro irpino di Guardia Lombardi, nasce dalla necessita della comunità di capire e di Ieggere il presente attraverso le sedimentazioni storiche del passato, un passato di tipo agricolo, contadino ed artigianale ed un presente/futuro che può essere di tipo piccolo-imprenditoriale, commerciale o agrituristico.

La sua nascita e il frutto del Iavoro di un’affiatata équipe di funzionari della locale sede delI’Unione Nazionale per Ia Lotta contro I’Analfabetismo, coordinati e diretti dall'Ins. Salvatore Boniello, che e stato il fondatore del museo stesso e colui che per primo aveva compreso come la riscoperta e la riappropriazione di una "cultura contadina", altrimenti destinata a disperdersi, potevano diventare il volano per una nuova ”cultura urbana" e quindi alla base di un progetto di musealizzazione che, ovviamente, non poteva esaurirsi in un solo anno.

ll Museo delle Tecnologie, della Cultura e della Civiltà Contadina e ubicato nel centro storico di Guardia Lombardi, ln due immobili di Storia recente ristrutturazione: una chiesa paleocristiana, risalente al|’850 d.C. e uno stabile del 1600 riconosciuto di interesse storico-artistico. E di carattere etnografico con accentuati profili storico-culturali e V didattico—educativi per gli alunni delle scuole di ogni ordine e grado, di animazione e promozione culturale per gli adulti desiderosi di conoscere Ie proprie radici, di guida e di dialogo per i ricercatori e gli studiosi di antiche tradizioni, usi e costumi.

Guardia, che e un’area di matrice economica e culturale tipicamente contadina, si e espressa nel tempo nella produzione e nell'utilizzazione quotidiana di manufatti, oggetti, strumenti che sono stati di grande aiuto nell'esplicazione del Iavoro umano.

Le stanze del Museo raccolgono molte centinaia di reperti che narrano un originale spaccato di vita vissuta.

Si possono osservare, ad esemplo, i principali utensili e oggetti adoperati dai contadini nei Iavori agricoli e gli arnesi degli antichi mestieri artigiani.

Con dovizia di particolari sono state allestite la tipica cucina contadina del 1700 con caminetto, varie stoviglie di terracotta, legno, metallo e la camera da Ietto matrimoniale con Ietto in ferro battuto, culla di legno, tinozza, cassapanca.

ll Museo accoglie anche una mostra fotografica permanente, costituita da 170 quadri con 430 foto avente un notevole valore culturale e documentale.

II Museo, insomma, offre una vetrina espositiva degli usi e dei costumi dei nostri antenati, raccontata attraverso gli attrezzi e gli utensili. li stato allestito per aree tematiche, con lo scopo di far rivivere i momenti di vita e del lavoro di una volta.

Lì è possibile, inoltre, visionare una carta toponomastica dell'antica via Appia ed una mostra storica dell’antico centro abitato e delle sue contrade.

Le stanze sono ordinate per funzione e ricche di oggetti d'epoca (sedie, tavolaccio, vasi di terracotta, setacci per il grano, armadio etc.) cari ancora a noi.

Un grande carro in legno, il follatoio, gli attrezzi agricoli, unitamente al tavolo di una sala consiliare dell'Ottocento, a un plastico del territorio di Guardia, a diverse copie di pergamene e documenti importantissimi per ricerche storiche, a opere in pietre costituiscono elementi di sicura ricchezza e di schietta bellezza, che fanno del museo etnografico il fiore all'occhiello della comunità guardiese.

La musealizzazione di tutti questi oggetti è stata possibile in quanto nel tempo la mentalità spesso chiusa ed individualistica, tipica del contadino delle nostre zone, l’attaccamento alle proprie cose sono stati a poco a poco sgretolati dall’organizzazione degli operatori culturali che, raccogliendo il materiale, lo schedano, ne indicano Ie caratteristiche, il proprietario, il termine dialettale, I'origine, Ia funzione, |’uso e il periodo.

Si tratta di custodire un patrimonio comune fatto di piccole e grandi cose, di un passato prossimo che altrimenti scomparirebbe per sempre, né se ne avrebbe più memoria storica. ll Museo, nel corso dei secoli, ha modificato gradualmente Ia sua funzione.

Da luogo di conservazione e di esposizione di oggetti meravigliosi si è trasformato in "casa" di memoria collettiva, in sede storica delle vicende umane, assumendo i caratteri storico-geografici, funzionali alla sua istituzione.

l musei, oggi, svolgono non solo un'interessante funzione conoscitiva ed istruttiva di modalità e tecniche lavorative e di produzioni passate, ma anche un'importante funzione storico—documentaria e di testimonianza della storia della comunità che Ie ha prodotte ed utilizzate.

ll Museo di Guardia, pero, non intende provocare nostalgia per un passato fatto di sacrifici e di stenti, ma piuttosto vuole essere un ponte tra il passato e il futuro, che renda pienamente consapevole il presente. Vuole rappresentare |'occasione per costruire riflessioni utili ad un arricchimento personale e collettivo, aperto al progresso ed allo sviluppo lavorativo, con sviluppate potenzialità occupazionali.

È questa, in buona sostanza, la funzione che il Museo di Guardia Lombardi intende continuare ad esercitare, rinvigorendola nei suoi aspetti tematici e funzionali. Relativamente alla sua fruizione, va detto che il Museo e visitato in tutti i periodi dell’anno; soprattutto durante il periodo estivo è meta di turisti che hanno contribuito al rilancio culturale dell’Alta Irpinia. Negli ultimi anni, infatti, nella comunità guardiese si e sviluppato il concetto di "paese museo", che ha contribuito alla ricostruzione della storia e dell'identità del popolo irpino.

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